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Il diritto e l'eccezione: Stress economico e rispetto delle norme in tempi di emergenza
Coles
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Il diritto e l'eccezione: Stress economico e rispetto delle norme in tempi di emergenza in Brampton, ON
Current price: $13.99

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Il diritto e l'eccezione: Stress economico e rispetto delle norme in tempi di emergenza in Brampton, ON
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Size: Kobo eBook
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Niente sarà più come prima. È questo che si ipotizza dopo la frattura, nella prassi vitale e nel pensiero, determinata dalla pandemia, capace di portare con sé un cambiamento profondo dell’essere cittadini. L’emergenza sanitaria, come tutte le crisi, ha imposto scelte radicali e inedite nella sfera economica, sanitaria e giuridica, concretizzatesi, in quest’ultima, in una vera e propria legislazione dell’emergenza. E proprio sotto il profilo giuridico è possibile ora iniziare a tracciare un bilancio di come è stata gestita l’emergenza: rispetto alla Costituzione, sia sul fronte dei diritti sia su quello dei poteri, toccando il nodo cruciale della legittimità della limitazione alle libertà personali in nome dell’interesse collettivo della salute; rispetto al vincolo comunitario che tiene insieme un paese e un intero continente, dal punto di vista sociale ed economico; rispetto al diritto d’impresa, dove all’esigenza di tutelare il tessuto imprenditoriale derogando alle norme previste si accompagna la questione, non meno importante, della responsabilità dei soggetti economici; rispetto al settore agricolo, uno dei più colpiti dagli esiti della pandemia in termini di disponibilità di forza lavoro e di gestione degli approvvigionamenti. E, infine, rispetto alla questione, centrale nel nostro paese, delle mafie, per le quali questa pandemia si presenta come una vera opportunità per inghiottire ancora altri pezzi di economia pulita. La Fondazione «Osservatorio Agromafie» ha chiamato alcuni esperti a offrire uno sguardo d’insieme su tutti questi insidiosi risvolti della crisi sanitaria in atto. Senza scandagliare il versante giuridico è difficile comprendere le conseguenze, per i privati cittadini come per le imprese, dell’adozione di un «diritto d’eccezione» con cui si è gestita la fase più acuta ma che, nei suoi esiti, ci accompagnerà ancora a lungo.
Niente sarà più come prima. È questo che si ipotizza dopo la frattura, nella prassi vitale e nel pensiero, determinata dalla pandemia, capace di portare con sé un cambiamento profondo dell’essere cittadini. L’emergenza sanitaria, come tutte le crisi, ha imposto scelte radicali e inedite nella sfera economica, sanitaria e giuridica, concretizzatesi, in quest’ultima, in una vera e propria legislazione dell’emergenza. E proprio sotto il profilo giuridico è possibile ora iniziare a tracciare un bilancio di come è stata gestita l’emergenza: rispetto alla Costituzione, sia sul fronte dei diritti sia su quello dei poteri, toccando il nodo cruciale della legittimità della limitazione alle libertà personali in nome dell’interesse collettivo della salute; rispetto al vincolo comunitario che tiene insieme un paese e un intero continente, dal punto di vista sociale ed economico; rispetto al diritto d’impresa, dove all’esigenza di tutelare il tessuto imprenditoriale derogando alle norme previste si accompagna la questione, non meno importante, della responsabilità dei soggetti economici; rispetto al settore agricolo, uno dei più colpiti dagli esiti della pandemia in termini di disponibilità di forza lavoro e di gestione degli approvvigionamenti. E, infine, rispetto alla questione, centrale nel nostro paese, delle mafie, per le quali questa pandemia si presenta come una vera opportunità per inghiottire ancora altri pezzi di economia pulita. La Fondazione «Osservatorio Agromafie» ha chiamato alcuni esperti a offrire uno sguardo d’insieme su tutti questi insidiosi risvolti della crisi sanitaria in atto. Senza scandagliare il versante giuridico è difficile comprendere le conseguenze, per i privati cittadini come per le imprese, dell’adozione di un «diritto d’eccezione» con cui si è gestita la fase più acuta ma che, nei suoi esiti, ci accompagnerà ancora a lungo.





















