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1255 grammi: Un viaggio nel cervello e nelle sue fragilità
Coles
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1255 grammi: Un viaggio nel cervello e nelle sue fragilità in Brampton, ON
By None
Current price: $7.99

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Size: Kobo eBook
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Ispirato dal racconto Il cervello di mio padre di Jonathan Franzen, in cui spiega in modo rigoroso cosa sono le demenze e come funziona la memoria, Stefano Cappa integra le conoscenze sulle demenze alla luce delle recenti scoperte scientifiche che spiegano quanto è vario e complesso il funzionamento del cervello. "Mio padre era un uomo profondamente riservato, e per lui essere riservati significava mantenere il contenuto vergognoso della propria vita intima lontano dagli sguardi della gente. Poteva esistere per lui una malattia peggiore dell'Alzheimer?" Jonathan Franzen ha scritto il racconto Il cervello di mio padre a un anno dalla morte del padre. In modo minuzioso ha raccontato il suo decadimento cognitivo, ricostruendo quella che chiama "la disintegrazione" del suo genitore. Una definizione cruda ma azzeccata che segnala il rifiuto di Franzen di ridurre la personalità umana "a insieme circoscritti di coordinate neurochimiche". A vent'anni dal racconto di Franzen, Stefano Cappa – neurologo e neuroscienziato cognitivo – integra le conoscenze sulla demenza alla luce delle più recenti scoperte scientifiche, evidenziando la necessità di trovare le cause dell'Alzheimer così come di qualunque altra malattia.
Ispirato dal racconto Il cervello di mio padre di Jonathan Franzen, in cui spiega in modo rigoroso cosa sono le demenze e come funziona la memoria, Stefano Cappa integra le conoscenze sulle demenze alla luce delle recenti scoperte scientifiche che spiegano quanto è vario e complesso il funzionamento del cervello. "Mio padre era un uomo profondamente riservato, e per lui essere riservati significava mantenere il contenuto vergognoso della propria vita intima lontano dagli sguardi della gente. Poteva esistere per lui una malattia peggiore dell'Alzheimer?" Jonathan Franzen ha scritto il racconto Il cervello di mio padre a un anno dalla morte del padre. In modo minuzioso ha raccontato il suo decadimento cognitivo, ricostruendo quella che chiama "la disintegrazione" del suo genitore. Una definizione cruda ma azzeccata che segnala il rifiuto di Franzen di ridurre la personalità umana "a insieme circoscritti di coordinate neurochimiche". A vent'anni dal racconto di Franzen, Stefano Cappa – neurologo e neuroscienziato cognitivo – integra le conoscenze sulla demenza alla luce delle più recenti scoperte scientifiche, evidenziando la necessità di trovare le cause dell'Alzheimer così come di qualunque altra malattia.





















